Girotondo Intorno al Sogno

Come a Casa

Come a casa è un progetto ideato in collaborazione con Casa Circondariale di Arezzo, Carthusia Edizioni, associazione Cinofila Le Impronte e associazione Progetto Kairòs.


Chi siamo

Il team è composto da:
- Edy Marruchi, psicoterapeuta psicoanalista
- Simone Zacchini, docente di filosofia e delegato per la didattica in carcere dall’Università di Siena per il Polo Universitario Penitenziario per la Toscana
- Denise Pantuso, psicoterapeuta
- Elisa Mengozzi, istruttrice cinofila e coadiutore in I.A.A.
- Gianni Cipriani, psicologo musicoterapeuta
- Giulia Marignani, avvocato

A chi si rivolge

Come a casa è dedicato ai ragazzi e ai bambini che hanno un genitore in carcere, agli adulti di riferimento (genitori e accompagnatori) e ai professionisti che condividono con loro i momenti inerenti la visita al genitore recluso (personale del penitenziario che accoglie i bambini e adolescenti).

Come a casa perché

Per sostenere il diritto del figlio a vivere il rapporto col genitore recluso nel modo più autentico possibile.
Il bambino o l’adolescente che ha un genitore in carcere ne resta orfano nella realtà quotidiana. Studi scientifici dimostrano come i figli di detenuti abbiano più probabilità di avere problemi con la legge. Questo anche perché il rapporto e l’incontro con la legge e la giustizia viene alterato da questo terribile vissuto.

Come possiamo aiutare il minore ad elaborare e significare l’assenza di un padre o di una madre che non è morto ma comunque assente?
Come può un genitore restare tale per un figlio al di là del reato presunto o commesso?
L’inevitabile crisi d’identità travolge il senso della genitorialità e l’incontro col figlio è un momento che fornisce la linfa vitale necessaria a sopravvivere.

Ma cosa succede al bambino? Ritrova davvero il genitore che ha sempre conosciuto?
Troppi fattori concorrono a minare la relazione.
È possibile conciliare le esigenze istituzionali di un penitenziario con la libertà di creare un rapporto autentico genitore – figlio che ponga al centro l’essere umano al di là del reato imputato o commesso?

Nel tentativo di rispondere a questi interrogativi il nostro team, coordinato dalla dott.ssa Edy Marruchi e dal prof. Simone Zacchini, ha strutturato un lavoro di intervento e ricerca, all’interno di case circondariali e di reclusione, con genitori, bambini e adolescenti e polizia penitenziaria.